Ettore Giuradei – La nostalgia della condizione sconosciuta

Presentazione del film ETTORE GIURADEI - LA NOSTALGIA DELLA CONDIZIONE SCONOSCIUTA di Andrea Grasselli

Il film mette sotto i riflettori la figura pubblica e privata
di Ettore Giuradei, cantautore e attore teatrale, indagando
in profondità le modalità dell’atto creativo e il suo impatto
sulla psiche dell’uomo; racconta Ettore e le sue emozioni,
nel momento più drammatico della sua carriera: la crisi,
la messa in discussione della propria forma espressiva e la
decisione di abbandonare il palcoscenico.

Dopo tre anni di riprese il film Ettore Giuradei -
la nostalgia della condizione sconosciuta può
essere finalmente post-prodotto e quindi
finalizzato. Quale forma, quale racconto? È ancora
in divenire. In divenire come il percorso artistico e
creativo intrapreso dal cantautore Ettore Giuradei
e dal documentarista Andrea Grasselli.
L’intento è di produrre un documentario che mostri
la crisi dell’uomo-artista in un momento particolare
della propria vita. Il film racconta, infatti, il momento
di svolta del musicista: l’abbandono del palcoscenico.
Questo rifiuto di suonare in pubblico, non significa
però un allontanamento dalla musica o dalla forma
espressiva, ma consiste in una presa di posizione per
riflettere sulle proprie modalità espressive. Il film
quindi indaga e racconta questi momenti di intimità
e di ricerca nel quotidiano dell’artista e, osservandolo
discretamente, mostra che cosa voglia dire dare un
nuovo senso alla propria esistenza.
Le riprese del film quindi si trasformano in una
ricerca esistenziale sull’uomo e sulle sue esigenze,
le sue pulsioni, le sue paure, le sue identità e le sue
rappresentazioni. Sono quindi queste tematiche che
costringono il documentario ad interrogarsi sulla propria
funzione e sulla propria espressività. La conseguenza è il
cambio di forma: l’auto-ripresa per rifettere l’autoanalisi
dell’artista; tratti surreali nel quotidiano, seguendo
le tracce dei testi del cantautore; messe in scena per
mostrare gli stati emotivi più profondi, facendo leva sul
passato attoriale del musicista.
In definitiva il film vuole scandagliare il bisogno di
rappresentare qualcosa che ci manca e che non possiamo
vivere; e l’impossibilità di arrestare questo bisogno.

Ettore Giuradei, attore e cantautore, bresciano, classe
1981, dal 2000 al 2005 fa parte della compagnia di
teatro comico TeatroDistratto, con la quale realizza
lo spettacolo CircoPolenta, presentato nei maggiori festival
di strada italiani. Durante questo periodo approfondisce lo
studio del teatro e della messinscena con Silvio Castiglioni,
Pierre Bylan, Paolo Nani ed Eric de Bont. Nel frattempo
inizia ad insegnare propedeutica teatrale nelle scuole
elementari. Nel 2006 realizza con Michele Beltrami lo
spettacolo comico surreale Cabaret Godot. Nello stesso
anno fonda, con Davide Danesi, l’etichetta discografica
Mizar Records. Dal 2006 al 2010 incide e pubblica tre
dischi (Panciastorie, 2006, Mizar; Era che così, 2008,
Mizar/Novunque; La repubblica del sole, 2010, Mizar/
Novunque) accompagnati da tournée interminabili.
Sempre nel 2006 vince il Premio per la nuova canzone
d’autore italiana al MEI/Meeting Etichette Indipendenti
di Faenza e nel 2008 viene invitato a partecipare al Premio
Tenco e al Premio Ciampi. Suo fisso collaboratore il
fratello Marco Giuradei, classe 1986, poli-strumentista
e arrangiatore. Nel 2012 pubblica la favola Il paese
senza ringhiere, senza fabbriche e senza strade con le
illustrazioni di Nicola Ballarini e la produzione di Chiosco
MU. Nel 2013 esce l’album Giuradei per Picicca Dischi che
ufficializza la collaborazione con il fratello Marco e con
gli altri elementi della band: Domenico Vigliotti, fonico,
e Alessandro Pedretti, batteria; a cui si aggiunge il nuovo
chitarrista Nicola Panteghini. Dal 2006 ad oggi, il progetto
ha visto la partecipazione e la prestigiosa collaborazione
di diversi musicisti italiani e non tra cui Danilo Di Prizio,
Beppe Mondini, Accursio Montalbano, Domenico D’Amato,
Bruno Bonarrigo, Gabriele Zamboni, Gionata Giardina,
Giulio Corini, Enzo Albini, Giancarlo Onorato e Jairo
Zavala. Da segnalare, sempre in questo periodo, l’ideazione
e realizzazione di diversi videoclip, grazie, principalmente,
alla collaborazione di Giacomo Triglia, videomaker e
Nicola Ballarini, illustratore.
Nel 2014 incontra Andrea Grasselli, regista, che gli
propone di realizzare un film-documentario sulla sua
esperienza musicale ed esistenziale. Dopo tre anni di
riprese il film vedrà la luce nel 2017.

Andrea Grasselli, nato a Brescia nel 1986, vive e lavora tra Torino,
Milano, Bologna e Brescia. Inizia a studiare
cinema al DAMS di Bologna nel 2007,
formandosi dal punto di vista teorico e critico; ha
seguito numerosissimi corsi e laboratori sui linguaggi
e sulle tecniche audiovisive, alcuni dei quali presso
l’Associazione Rosencrantz e Guildenstern - Cinema
e Teatro Potenziali. Parallelamente ha iniziato a
intraprendere un percorso pratico e professionale delle
tecniche cinematografiche lavorando in numerosi set
di cortometraggi, documentari, videoclip e pubblicità.
Nel 2011 si trasferisce in Piemonte. Dopo il Diploma di
specializzazione in -Tecnico di produzione Audio Videopresso
l’APM di Saluzzo (Cuneo), inizia un importante
percorso professionale a Torino che gli permette di
lavorare in progetti cinematografici, pubblicitari e
documentari di carattere nazionale e di collaborare con
alcuni dei principali esponenti del cinema contemporaneo
italiano e internazionale.
Parallelamente lavora come video-maker, conducendo
una ricerca personale teorica e pratica sui linguaggi
degli audiovisivi, producendo e realizzando numerosi
documentari, pubblicità, video d’arte, e videoclip.
Nel 2013 fonda Om. Video, assieme a Giorgio Affanni, con
cui produce svariati documentari (Centri di confine, 2013;
Tell Afis – Tra terra e vento, 2013; Il vortice fuori, 2014;
Màs – il sacrificio della montagna, 2015; Qualcuno diceva:
lasciateli dormire, 2015) e una web-serie (ZEUS!, 2016).
Inoltre conduce laboratori e workshop sui linguaggi
audiovisivi nelle scuole e nelle associazioni culturali,
con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei
linguaggi di comunicazione audiovisiva